Rifiuti da stampa grafica: come ridurli e gestirli in modo sostenibile
I rifiuti da stampa grafica — inchiostri esausti, solventi di lavaggio, lastre tipografiche, fanghi da rotocalco, stracci e assorbenti contaminati, imballaggi sporchi — sono spesso classificati come rifiuti speciali pericolosi.
Richiedono gestione certificata, deposito temporaneo conforme e tracciabilità obbligatoria.
Questo vale sia per la stampa offset, sia per il rotocalco, sia per la serigrafia: i processi cambiano, ma la natura pericolosa dei residui chimici resta costante.
Le aziende grafiche producono volumi rilevanti di rifiuti speciali, spesso gestiti in modo frammentato tra più fornitori, con costi indiretti elevati e rischi di non conformità crescenti.
Questo articolo illustra come le aziende del settore stampa e packaging possono ridurre i volumi di rifiuto prodotti, ottimizzare la separazione dei flussi e valorizzare gli scarti residui, trasformando un obbligo normativo in una performance ambientale misurabile.
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In sintesi: come ridurre i rifiuti da stampa grafica
I rifiuti da stampa grafica possono essere classificati come rifiuti speciali pericolosi e quindi richiedono gestione certificata, tracciabilità obbligatoria tramite RENTRI e affidamento a un trasportatore autorizzato.
La riduzione dei volumi prodotti passa attraverso una corretta separazione dei flussi alla fonte, caratterizzazione analitica dei rifiuti e formazione del personale operativo. Gli scarti non riciclabili possono essere valorizzati come combustibile non convenzionale (CNC), secondo la trasformazione tipica di Recycla. I risultati, per i clienti che hanno già aderito al servizio ECOL360°, sono misurabili:
Palladio Group ha riutilizzato oltre 12 tonnellate di imballaggi nel 2023; SDR Pack ha raggiunto nel 2024 un risparmio di 295 TEP.
Questi risultati sono stati raggiunti grazie al servizio ECOL360° di Recycla che gestisce l’intera filiera, dalla strutturazione del deposito temporaneo alla piattaforma digitale Ecolweb integrata con il RENTRI.
Quali sono i rifiuti da stampa grafica e perché possono essere rifiuti speciali pericolosi?
I flussi di scarto principali dei processi di stampa grafica sono: inchiostri e solventi esausti, lastre tipografiche e cilindri da rotocalco a fine vita,stracci e DPI contaminati,imballaggi con residui di sostanze pericolose e fanghida depurazione acque di processo, specifici del rotocalco e della flessografia
I rifiuti da stampa grafica possono essere classificati come rifiuti speciali pericolosi indipendentemente dal processo utilizzato — offset, rotocalco o serigrafia.
La pericolosità non deriva dalla tecnologia di stampa, ma dalla natura chimica dei materiali impiegati e dei residui che producono.
La criticità più comune nelle aziende del settore non è la mancanza di conformità di base, ma una gestione frammentata: flussi mal separati alla fonte, depositi temporanei non strutturati, documentazione affidata a più fornitori non coordinati.
Non tutti i processi di stampa generano gli stessi rifiuti
Dal punto di vista della gestione degli scarti, esistono differenze sostanziali a seconda del materiale utilizzato.
La stampa di imballaggi flessibili è il processo più critico, e anche il più rilevante dal punto di vista della valorizzazione. Utilizza inchiostri ad alta concentrazione e solventi di lavaggio in quantità significative, e genera scarti plastici composti da film poliaccoppiati progettati per garantire barriera, resistenza e conservazione. Questi materiali non sono riciclabili con i sistemi tradizionali: le plastiche multistrato non si separano meccanicamente. Ma hanno un altissimo potere calorifico, e per questo rappresentano una materia prima energetica a tutti gli effetti.
La stampa di etichette e la cartotecnica producono anch’esse rifiuti speciali, ma con un valore intrinseco mediamente inferiore e una maggiore presenza di carta o acqua. I flussi sono meno concentrati, ma la corretta separazione alla fonte resta determinante.
In tutti i processi di stampa industriale, i solventi di lavaggio sono una presenza costante: vengono utilizzati per pulire le macchine, cambiare colore, azzerare i residui di inchiostro tra una produzione e l’altra. Quando l’azienda è dotata di un distillatore interno, il solvente viene recuperato e reimmesso nel ciclo produttivo. Il residuo di distillazione — più fangoso e concentrato, con un alto contenuto organico — diventa invece uno degli scarti a maggiore potenziale energetico, insieme agli inchiostri esausti. È proprio su queste matrici che il recupero come combustibile alternativo è più efficiente.
Completano il quadro dei rifiuti da stampa:
Stracci e materiali assorbenti imbevuti di solvente, spesso infiammabili
Imballaggi contaminati (latte, fusti, taniche)
In alcuni processi, soluzioni di sviluppo e fissaggio
Rifiuti misti che, se non correttamente separati all’origine, finiscono in cassoni indistinti perdendo valore
Più il rifiuto è separato correttamente, maggiore è la possibilità di recuperarlo in modo efficiente. Ed è qui che entra in gioco il servizio strutturato di Recycla.
L’importanza della caratterizzazione analitica dei rifiuti da stampa e della formazione
Non tutti i rifiuti dei processi di stampa grafica (es. inchiostri esausti o i fanghi da depurazione) hanno la stessa composizione: un’analisi di laboratorio consente di classificare correttamente ogni flusso, identificare opportunità di recupero non sfruttate e prevenire non conformità in fase di conferimento.
Recycla esegue questa classificazione attraverso i propri laboratori interni accreditati.
La corretta separazione degli scarti alla fonte è infatti la condizione che determina quanto di quel rifiuto può essere recuperato e a quale valore. Ogni errore di separazione abbassa la qualità dello scarto e riduce le possibilità di recupero come CNC al posto delle tradizionali modalità di smaltimento
È per questo che Recycla, prima ancora di occuparsi del ritiro, definisce i flussi dei rifiuti generati dal flusso produttivo del cliente per riconoscere le possibili fonti di pericolosità e valutare un’idonea e corretta separazione degli scarti in funzione del valore intrinseco residuo promuovendo un ciclo virtuoso dello scarto aziendale.
Un altro tipo di intervento utile è la formazione del personale operativo. Gli errori di classificazione e deposito avvengono quasi sempre già in produzione. Per questo il servizio di Recycla PEOPLE360° favorisce comportamenti sicuri e virtuosi attraverso la formazione delle figure coinvolte nella filiera ambientale dell’azienda.
Rifiuti da stampa grafica: cosa cambia con il RENTRI?
Il RENTRI — Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (D.M. 59/2023) — sostituisce il registro cartaceo con un sistema digitale centralizzato.
Per le aziende significa: emissione del FIR digitale per ogni movimento di rifiuto, trasmissione periodica dei dati di carico e scarico e responsabilità diretta del produttore sulla correttezza delle registrazioni.
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Come trattare i rifiuti da stampa in modo sostenibile?
I rifiuti da stampa grafica che non possono essere recuperati non devono necessariamente finire in discarica. Attraverso il servizio ECOL360°, Recycla trasforma questi scarti in combustibile non convenzionale (CNC) ad alto potere calorifico, utilizzato come fonte energetica alternativa nelle industrie cosiddette hard to abate — cementifici e impianti di cogenerazione — riducendo la dipendenza dai combustibili fossili.
I dati dei clienti del settore stampa e packaging confermano l’efficacia del modello.
Palladio Group, leader nel packaging farmaceutico con stampa offset UV, collabora con Recycla da oltre vent’anni: inchiostri, vernici, assorbenti e imballaggi contaminati vengono interamente avviati a recupero energetico come combustibile alternativo, con il riutilizzo di oltre 12 tonnellate di imballaggi nel solo 2023.
1tonnellate
Imballaggi riutilizzati
SDR Pack, specializzata nel packaging flessibile per il settore alimentare, ha raggiunto nel 2024 un risparmio di 295 tonnellate equivalenti di petrolio (TEP) e il recupero di oltre 14.000 kg di imballaggi, con dati certificati integrati nel proprio bilancio di sostenibilità.
1kg
Imballaggi recuperati
1TEP
risparmiato
Cosa include il servizio ECOL360° di Recycla?
ECOL360° è il servizio di gestione integrata dei rifiuti industriali di Recycla, progettato per sollevare le aziende grafiche dall’intera gestione del comparto rifiuti — dalla strutturazione del deposito temporaneo fino alla valorizzazione finale dello scarto.
Il servizio include:
Classificazione e caratterizzare gli scarti industriali
Pianificazione programmata dei ritiri
Classificazione in laboratorio
Valutazione dell’idonea separazione degli scarti generati ai fini del riuso riutilizzo e rivalorizzazione
Relazione tecnica, secondo quanto previsto dalle linee guida SNPA
Emissione scheda integrata del rifiuto
Organizzazione della filiera ambientale
Assistenza tecnica certificata
Predisposizione del sistema di raccolta con soluzioni per ridurre gli impatti in azienda
Fornitura di imballaggi Ecosostenibili
Tracciabilità integrata, anche digitale
Programmazione dei ritiri
Gestione trasporto merci pericolose ADR
Portale ECOLWEB
Formazione delle figure aziendali coinvolte nella filiera ambientale
Controllo qualità
Contributo ambientale certificato
Dati di rendicontazione annuali certificati da Bureau Veritas Nexta
Comunicazione congiunta per promuovere i risultati raggiunti assieme
Come iniziare a ottimizzare la gestione dei rifiuti da stampa grafica?
I rifiuti da stampa grafica — offset, rotocalco o serigrafia — sono nella maggior parte dei casi rifiuti speciali pericolosi che richiedono gestione certificata, tracciabilità lungo tutta la filiera e un approccio strutturato.
Recycla opera da oltre 20 anni al fianco delle aziende manifatturiere del Nord e Centro Italia, con impianti propri in Friuli Venezia Giulia e Veneto e accesso alla rete di 95 impianti del Gruppo Herambiente su tutto il territorio nazionale.
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